ANALISI DI UN GRAFICO CARTESIANO
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Dall’analisi della curva grafico cartesiano di una equazione in due variabili F(x,y)=0 si possono ricavare alcune informazioni sulle proprietà algebriche dell’equazione stessa e su quelle della funzione che ad essa può essere eventualmente associata.
Volendo concentrare l’attenzione nello studio di funzioni reali di variabile reale, è necessario innanzitutto riconoscere quando una curva grafico di una equazione in due variabili F(x,y)=0 è il grafico di una funzione
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a valori reali e definita in un insieme D, sottoinsieme dell'insieme R dei numeri reali.
L’equazione y=f(x) equivalente a quella in due variabili F(x,y)=0 è detta equazione esplicita.
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Una curva del piano cartesiano è grafico di una funzione se ad ogni elemento xo del dominio D è associato un solo valore immagine yo in R. Per stabilire ciò è sufficiente chiedersi se esistono due o più punti della curva aventi la stessa ascissa ma ordinate diverse; per esempio possiamo valutare se la curva può avere due o più punti in comune con una qualsiasi retta parallela all’asse delle y, ovvero verticale, di equazione x = xo; se ciò accade la curva non è grafico di una funzione ma di una relazione. |
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Qualora la curva nel piano cartesiano sia grafico di una funzione, è possibile determinare le sue principali caratteristiche e proprietà seguendo per esempio lo schema seguente:
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D |
È determinato dai valori xo per i quali le rette di equazione x = xo, parallele all'asse y, ovvero verticali, intersecano la curva in uno (e uno solo) punto: l’insieme di tutti e soli tali valori di ascissa xo costituisce il dominio della funzione. |
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D=[-1,1]
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f(D) |
È determinata dai valori yo per i quali le rette di equazione y = yo, parallele all'asse x, ovvero orizzontali, intersecano la curva in uno o più punti: l’insieme di tutti e soli tali valori di ordinata yo costituisce l’immagine della funzione. |
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f(D)=[-½,½]
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Affinché una curva del piano cartesiano sia grafico di una funzione suriettiva è necessario che fissato a piacere un numero reale esista almeno un punto della curva che abbia tale valore come ordinata; possiamo valutare ciò stabilendo se la curva ha uno o più punti in comune con una qualsiasi retta orizzontale, di equazione y = yo; se ciò accade la curva è grafico di una funzione suriettiva. |
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Affinché una curva del piano cartesiano sia grafico di una funzione iniettiva è necessario che non esistano due o più punti della curva aventi la stessa ordinata ma ascisse diverse; possiamo valutare ciò stabilendo se la curva ha due o più punti in comune con una qualche retta orizzontale, di equazione y = yo; se ciò accade la curva non è grafico di una funzione iniettiva. Se per qualche valore di yo, la retta orizzontale corrispondente non interseca la curva, significa che yo non appartiene dell'immagine della funzione. |
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| Per determinare gli intervalli di positività IP e di negatività IN di una funzione, possiamo individuare quali punti del suo grafico hanno ordinata positiva, e negativa rispettivamente: tutti e soli i valori delle ascisse di tali punti saranno gli elementi di IP e di IN, rispettivamente. | |
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Per determinare gli intervalli in cui una funzione e crescente e quelli in cui è decrescente, possiamo individuare quali punti del suo grafico sono tali che al crescere del valore dell'ascissa cresce anche quello dell'ordinata, oppure, per la decrescenza, al crescere del valore dell'ascissa diminuisce quello dell'ordinata: tutti e soli i valori delle ascisse di tali punti saranno gli elementi degli intervalli di crescenza CR e di decrescenza DCR, rispettivamente. |
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| Per stabilire se la curva grafico di una funzione presenta asintoti, possiamo procedere individuando l'eventuale presenza di rette verso le quali "la curva tende ad avvicinarsi man mano che ci si allontana dall'origine del sistema di riferimento", senza che vi siano punti di intersezione in tali regioni del piano (ma non escludendo la possibilità di intersezioni ai altre regioni). | |
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come si verifica nel caso presentato a
fianco, una retta che sia asintoto obliquo per il grafico di una funzione
(e anche nel caso di asintoto orizzontale ) può eventualmente avere uno o
più punti in comune con la curva, purché tali punti non
appartengano alle regioni "lontane" dall'origine degli assi,
regioni in cui si ha il comportamento che caratterizza l'asintoto: la
distanza di un punto P della curva dall'asintoto tende ad annullarsi.
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DEFINIZIONI FONDAMENTALI
Una
RELAZIONE tra due insiemi A e B
è una corrispondenza
che ad elementi dell’insieme A associa elementi dell’insieme B.
Nel caso in cui A e B coincidono entrambi con l'insieme dei numeri
reali R, si parla di relazione definita in R e il suo grafico è
un insieme di punti del piano cartesiano.
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Una FUNZIONE di un insieme D a valori in R è una corrispondenza che ad ogni elemento dell’insieme D associa uno e un solo elemento dell’insieme R. torna indietro
Il DOMINIO D della funzione f è l'insieme degli elementi che hanno uno (e un solo) corrispondente nell'insieme B tramite la funzione f; il corrispondente yo di un xoè detto immagine di xo, e si scrive yo=f(xo). torna indietro
L'IMMAGINE
f(D) della funzione f è l’insieme
degli elementi che sono corrispondenti di un qualche elemento
di D; in generale f(D) è un sottoinsieme di B
Una funzione reale si dice SURIETTIVA quando ogni elemento di R è immagine di almeno un elemento del dominio, ovvero l'immagine della funzione coincide con l'insieme R: f(D)=B. torna indietro
Una funzione si dice INIETTIVA quando ogni elemento dell'immagine è corrispondente di un solo elemento del dominio, ovvero non esistono due valori diversi x1 e x2, che hanno la stessa immagine y1 = y2. torna indietro
Con lo STUDIO DEL SEGNO di una funzione si intende determinare il sottoinsieme IP del dominio i cui elementi sono associati ad immagini di valore positivo e quello IN i cui elementi sono associati ad immagini di valore negativo. In simboli si definisce IP={x | f(x) > 0} e IN={x | f(x) < 0}. torna indietro
Una funzione si dice CRESCENTE in un intervallo CR se per ogni coppia x1 e x2 di elementi di CR con x1 < x2, risulta y1 < y2. torna indietro
Una funzione si dice DECRESCENTE in un intervallo DCR se per ogni coppia x1 e x2 di elementi di DCR con x1 < x2, risulta y1 > y2. torna indietro
Secondo una descrizione intuitiva, una retta del piano cartesiano costituisce un ASINTOTO per la curva grafico di una funzione se man mano che un punto P della curva si allontana dall'origine, la sua distanza da tale retta tende ad annullarsi. Nel piano cartesiano gli eventuali asintoti per una curva possono essere verticali, di equazione x = xo, orizzontali, di equazione y = yo, oppure obliqui, di equazione y = mx+q. torna indietro