ANAMORFOSI CILINDRICA

 

Le anamorfosi che per essere percepite nelle giuste proporzioni richiedono soltanto di essere guardate secondo una predeterminata angolatura prendono il nome di anamorfosi dirette. Esistono anche immagini anamorfiche in cui le distorsioni vengono corrette per mezzo dì superfici specchianti. E' questa l'anamorfosi indiretta o catottrica, assai diffusa a partire dalla prima metà del XVII secolo e per tutto il secolo seguente.

 

Nefl'Encyclopédie di Diderot, tale anamorfosi è descritta così: "Poiché gli specchi cilindrici e conici hanno la proprietà di deformare le cose che ad essi si espongono e, di conseguenza, possono far apparire naturali gli oggetti deformati, in ottica si danno regole per tracciare sulla carta oggetti deformati che, visti poi in questi tipi di specchio, appaiono restituiti alle loro forme naturali."

 

Il procedimento consiste nell'eseguire l'immagine attorno a uno specchio a forma di cilindro o di cono, deformandola in maniera che essa si ricomponga, grazie alle leggi di incidenza della riflessione, sulla superficie specchiante.

 

Limitandoci al caso delle anamorfosi cilindriche, il metodo operativo più ovvio è quello di trasformare l'immagine prescelta in termini di coordinate polari, relative al centro del solido riflettente. Pertanto le linee verticali del reticolo quadrettato diventano radiali, quelle orizzontali diventano concentriche.

 

 

Per costruire la figura anamorfica si può far uso di due griglie di corrispondenza:

 

 

Filmato (leone) 

 

 

Filmato giraffa - gufo

 

 

Foto degli alunni